Continuo a ricevere comunicati stampa di Amnesty International che recitano così:
- "OGNI ATTACCO DIRETTO NEI CONFRONTI DEI CIVILI COSTITUISCE UN CRIMINE DI GUERRA"
- 'PRIGIONIERI DI GUERRA: NO AI DOPPI STANDARD'
- ''Amnesty International ha dichiarato oggi che il bombardamento contro la sede della televisione di stato irachena potrebbe costituire una violazione delle Convenzioni di Ginevra''.
Ebbene cara Amnesty, non pubblichero' nessuno dei tuoi comunicati. E sai perché? Perché mesi fa, ad una conferenza stampa, mi alzai in piedi e chiesi alla presidentessa italiana dell'organizzazione umanitaria: ''Quale è la posizione che Amnesty assume nei confronti della probabile guerra in Iraq?''. Risposta: ''no comment, non rilasciamo dichiarazioni. Non abbiamo ancora preso una decisione''. La decisione poi l'hai presa, cara Amnesty. Due giorni dopo hai diffuso un comunicato stampa. Ti ricordo quale fu la tua posizione ufficiale.
Ecco il titolo: IRAQ: "USARE LA FORZA SOLO COME ULTIMA RISORSA".
Ma dopo tutto avrei fatto bene a credere al mio amico profugo palestinese in Giordania, Mousa,al quale ingenuamente consigliavo di rivolgersi alla sezione locale di Amnesty per farsi aiutare. La sua risposta fu:''Amnesty is a friend
on Usa, not a friend of Palestina''. A VOI I COMMENTI >>