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ilmondoinvisibile |
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Il primo blog di Laura Bogliolo. Le origini di GiornalariSiNasce... *******
| mercoledì, novembre 26, 2003
PAPAVERI, PAPERE E PATATE Un business plan per la guerra in Iraq. Il grafico dell’occupazione degli alleati (ma di chi?) segna un picco in salita, per il numero dei morti caduti in conflitto (anche dopo la fine della guerra ‘’ufficiale’’) e un’impennata sul fronte delle spese militari. L'elenco dei militari, statunitensi e non, uccisi in Iraq si allunga. Ma Bush, economo texano d’altri tempi, sa quello che fa e apre il portafogli delle casse statunitensi per finanziare la lotta al terrorismo e la dottrina della guerra ‘’preventiva’’ (preventivando, ovviamente, che la ‘’pistola fumante’’ non ci sia mai stata in Iraq). Il capo della Casa Bianca approva il bilancio della difesa per l'anno 2004, stanziando 401.3 miliardi di dollari e aumentando in media del 4,1 % la retribuzione dei militari. E dichiara:’’continuiamo a combattere’’. Avrebbe voluto dire continuiamo a ‘’investire’’, ma i fidati ghostwriters glielo hanno impedito. Alla cifra si devono aggiungere gli 87 miliardi stanziati per le guerre ‘’preventive’’ (termine che finalmente comprendiamo, si parla insomma di previsioni di fatturato) in Iraq e in Afghanistan e per la loro ricostruzione e i 9.3 miliardi di una legge per la realizzazione d'installazioni militari. Siamo arrivati a quota 500 miliardi, cifra paragonabile al Pil di un paese industrializzato. Ci consenta, caro Bush, di inoltrarle una domanda del nostro più caro, bravo e censurato giornalista italiano (un certo Enzo Biagi): se laggiù, sottoterra, invece del petrolio ci fossero patate, forse lei non direbbe a Ciampi che gli americani lasceranno l’Iraq soltanto ''a lavoro completato''… (0) comments giovedì, novembre 20, 2003
INVISIBILI A ROMA Tuscolano. Arco del Travertino. Una cella frigorifera dismessa diventa la baracca-rifugio di un gruppo di romeni. E' notte. Scoppia un incendio. Quattro dei sei abitanti della baracca muoiono: tre asfissiati, uno carbonizzato. Gli altri sono ricoverati in gravi condizioni all'ospedale San Giovanni. Secondo i primi accertamenti un mozzicone di sigaretta ancora acceso la causa del rogo. I giornali diranno che quell'angolo di Roma si trova nell'estrema periferia o nella periferia della Capitale. E la tragedia verrà digerita senza grandi singhiozzi dagli occhi di chi pensa che certe tragedie della povertà possano accadere solo in luoghi nascosti, lontani dai centri abitati e dalla vita dei tutti i giorni. Non è cos?. Il luogo dista 20 minuti a piedi, tre minuti in metro e meno di dieci in macchina dalle mura di San Giovanni (quelle che racchiudono la ''vecchia'' Roma e segnano l'inizio del ''centro''). Via dell'Arco del Travertino collega via Tuscolana (la parte iniziale venendo dal centro) a via Appia, lo stradone animato da negozi, l'esclusivissimo club sportivo Sporting Palace frequentato da vipparelli della Tv, il cinema Maestoso, la libreria ''Tutti i libri'', quella Monadori, Coin, Max Mara e altri locali griffati. Via Appia è lo struscio del sabato pomeriggio. E certe realtà invisibili le vedi solo quando qualche romeno ti pulisce i vetri della macchina ai semafori. Allora ti chiedi:''ma da dove vengono? Dove vivono? Come campano?''. Vivono in una baracca, campano di stenti e muoiono carbonizzati. (0) comments sabato, novembre 08, 2003
DONNE CON LA GOGNA ‘’Hai il ciclo?’’. ‘’Da quanto è che non lo fai?’’. ‘’Ti ha lasciato il ragazzo?’’. ‘’Tuo marito ti mette le corna?’’. ‘’Sai accendere il pc?’’. ‘’Ah voi donne…’’. Ripetere per tre volte queste frasi. Inspirare e guardarsi allo specchio. Se il volto è rosso, i denti digrignano e i capelli sono dritti hai perso. Hai fallito il test di resistenza della donna a lavoro. Voi maschi, leggendo, non voltate lo sguardo sussurrando:’’ma dai, non è vero’’. Perché bastano pochi anni vissuti in un’azienda per imparare che se sei donna parti con 100mila passi indietro rispetto ad un uomo. Ce lo dice l’ultima ricerca del Cnel sul mercato del lavoro: le donne hanno un trattamento economico inferiore del 20-25% a quello maschile. Fanno meno carriera pur avendo titoli di studio più elevati. Ce lo dice il Cnel, ma lo avevamo intuito. Provate ad andare in riunione con 8 uomini. Dovrete vestire meglio di loro. Parlare meglio di loro e non dovrà sfuggirvi nulla. Perché la battuta è sempre in agguato. Ancora peggio se dovrete lavorare con gli ingegneri. Santi alcuni, ma veri diavoli tutti gli altri. Inizieranno con battute sulla tua capacità di usare il pc. Peccato che al momento di realizzare un progetto sapranno solo fare le addizioni e non notare le sfumature. Tra l’ingegnere e la donna c’è un arcobaleno di intuizioni che rimette tutto in discussione. Tranne il livello raggiunto e gli zeri della busta paga. (0) comments mercoledì, novembre 05, 2003
LA CAVALCATA DEL GIGANTE Fasci di muscoli pronti a scattare per lavare l’onta dell’11 Settembre e insegnare al Mondo le regole della democrazia e della libertà. La cavalcata del Gigante a stelle e strisce ha calpestato prima l’Afghanistan, poi l’Iraq. Obiettivo paventato: distruggere il terrorismo e mettere al sicuro il mondo. Strategia usata: distruzione delle regole di diritto internazionale e lobotomizzazione dell’Onu. Risultati: guerra infinita in Iraq, situazione critica in Afghanistan, mentre Saddam Hussein e Osama bin Laden continuano a ridacchiare nella isola dei più famosi ricercati del mondo. Qualcuno ogni tanto rinsavisce e si pone una domanda: dove sono le armi di distruzione di massa irakene? Il casus belli si è perso, cos? come si è persa memoria dell’Onu, ormai putrido retaggio dei tentativi del dopoguerra di dare un ordine internazionale e stabilire regole condivise per evitare guerre di aggressione e torture ai prigionieri dei conflitti. L’aggressione all’Iraq continua. Cos? come continua ad aumentare il numero delle vittime del conflitto chiuso formalmente il primo maggio, quando il presidente George W. Bush proclam? la cessazione delle ostilità. Salgono a 373 (di cui 235 dal primo maggio) i militari americani uccisi nel conflitto. Colpita anche la Croce Rossa Internazionale che ha deciso di ridurre drasticamente la propria presenza nel Paese. Il futuro dell’Iraq è scritto in questi fatti e il titolo dell’ultima cavalcata degli Usa era prevedibile: guerra senza fine. (0) comments
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